Cos'è, chi sono, dove si va...
Introduzione per curiosi e addetti ai lavori.
La Linea Rossa è un taccuino digitale di sopravvivenza democratica, nato dall’urgenza di rispondere al gangsterismo politico imperante attraverso l’elaborazione di un’alternativa di pensiero politico e di pratica civica sostenibile.
Io sono Claudio Landi, scienziato politico con oltre dieci anni di esperienza nella comunicazione per il nonprofit a livello internazionale. Mi occupo di politica, di arti visive e di diritti umani. Meridionale, bolognese dal 2020, ho vissuto a Roma, a Dakar e a Ginevra. Sono nato nel 1989. Nel 2014 ho fondato il collettivo artistico Rapso APS; nella seconda metà del 2025 ho svolto volontariato come media lead per la delegazione italiana del Global Movement to Gaza, curando le relazioni con i media, la stesura dei comunicati stampa e la formazione dei referenti territoriali nell’ambito della missione Global Sumud Flotilla. Scrivo perché sento il bisogno di un luogo in cui l’analisi non finisca in pose, passerelle o semplificazioni imposte dalla frenesia della comunicazione politica contemporanea, soprattutto nel formato social: uno spazio in cui le idee non restino sospese, ma si evolvano lungo traiettorie. Un posto per mettere ordine, fare attrito quando serve e, soprattutto, sperimentare convergenze democratiche praticabili.
Appunti sul presente e sul passato, letture sulle dinamiche globali che hanno cambiato le nostre vite e tentativi di tradurre tutto questo in scelte, criteri e piccole pratiche. La Linea Rossa non è un simbolo astratto, ma la soglia oltre la quale i diritti e i desideri civili non sono più negoziabili. Se hai voglia di confrontarti, non limitarti a un commento: rispondi, soprattutto se non sei d’accordo, anche con testi lunghi, argomentati, controproposte, esempi concreti e contraddizioni utili. Qui la “sana ignoranza” non è l’alibi ma la consapevolezza di essere parziali, ciò che rende possibile partecipare, costruire senso insieme e dare forma e direzione a un’aggregazione di corpi e di pensiero. La disponibilità allo scambio qui è un Kula* civile. Non serve a piacerci, serve a tenerci in relazione in un rituale collettivo permanente mentre il conflitto spinge a separarci. Una tregua che si rinnova attraverso il movimento, l’incontro e pratiche concrete perché ho sempre creduto che la politica è vita e la vita è “l’arte dell’incontro”.
*Il Kula è un sistema di scambio intertribale diffuso nell’arcipelago a est della Papua Nuova Guinea: un circuito di relazioni che si regge sulla circolazione rituale dei doni più che sull’accumulo. Nella letteratura antropologica è considerato un caso classico, soprattutto grazie a Bronisław Malinowski (che lo rese celebre), alla lettura sul dono di Marcel Mauss e alla rilettura critica di Annette Weiner. Per le regole, la mitologia, le implicazioni sociali e la replicabilità del rito rimando al mio testo completo sul Kula ring in Rapsodia 21/22 (2022).
Immagine di copertina: Renato Guttuso, I funerali di Togliatti (1972), collage e colori acrilici su carta incollata su pannelli, 340 × 440 cm, MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna.

