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Perché l’articolo 13 non è un rischio per YouTube e Internet ma un’opportunità

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In questi giorni, accedendo a YouTube, avrete certamente notato un annuncio pop-up pubblicato dallo stesso sito di video sharing che intende informare i propri utenti sul presunto rischio che comporterebbe la riforma del diritto d’autore da parte dell’Unione Europea.

Secondo i vertici dell’azienda, infatti, la direttiva europea danneggerebbe enormemente le piattaforme che diverrebbero direttamente responsabili dei contenuti caricati dai loro iscritti. Una prospettiva alla quale si è opposta, nel corso dei mesi scorsi, anche l’enciclopedia online Wikipedia che per diversi giorni ha oscurato le proprie pagine in segno di protesta. Ma questa forma di rimostranza è veramente giustificata? Facciamo un passo indietro.

La nuova legge sul copyright è stata approvata a settembre 2018 dal Parlamento Europeo ma attende ancora di entrare in vigore. Prendendo il caso di YouTube, sono già esistenti alcuni filtri che impediscono agli utenti di caricare sulla piattaforma dei contenuti lesivi del diritto d’autore, con conseguente rimozione o demonetizzazione del video.

Con la nuova norma, YouTube afferma che la piattaforma sarebbe costretta a bloccare il caricamento di nuovi contenuti applicando restrizioni più ferree. Per l’Unione Europea, infatti, ogni creatore di contenuti originali dovrebbe essere ricompensato con un’adeguata remunerazione per il lavoro svolto e pubblicato online.

Tuttavia, di recente, la stessa Unione Europea ha risposto alle proteste di YouTube ribadendo che per la piattaforma di video sharing non ci sarà alcun cambiamento peggiorativo. L’intento dell’UE è quella di fornire maggiore protezione e migliore tutela dei diritti nei confronti di chi crea contenuti sul web, fornendo loro una equa ripartizione economica (e non solo) sotto una migliore collaborazione delle piattaforme.

In questa ottica, la nuova direttiva sul copyright non va vista come una minaccia, bensì come un’opportunità. Da anni, infatti, si chiede maggiore garanzia dei contenuti caricati sul web per porre un freno deciso a un’attività selvaggia e pirata. Proprio YouTube, che per prima tra le tante piattaforme online ha pensato di introdurre dei filtri nel recente passato, dovrebbe invece applaudirne l’introduzione.

Per leggere l’intero testo della direttiva in italiano è possibile cliccare su questo link.