Perché il Referendum sull’indipendenza della Catalogna è una sconfitta per tutti

Come da facile previsione il Referendum del 1° ottobre 2017 sull’Indipendenza della Catalogna si appresta a diventare uno spartiacque essenziale non solo per la stabilità della Spagna ma anche per l’intera Unione Europea.

Dopo la Brexit che ha sancito la scappatoia del Regno Unito dal resto del Vecchio Continente, l’ulteriore consultazione di queste ore rischia di scatenare un’euforia incontrollata per ogni movimento secessionista europeo che sogna da decenni di svincolarsi dal proprio Governo centrale.

Eppure un voto del genere sul destino della Catalogna non sarebbe dovuto nemmeno esistere, in quanto incostituzionale secondo la Constitución española entrata in vigore il 29 dicembre 1978 che parla di «indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantisce il diritto alla autonomia delle nazionalità e regioni che la compongono e la solidarietà fra tutte le medesime».

Eppure la comunità catalana ha preferito andare oltre le regole stipulate all’indomani della caduta del regime franchista accrescendo una protesta che, di giorno in giorno, ha catturato sempre più l’interesse dell’opinione pubblica e dei circuiti mediatici che hanno iniziato a discutere del tentativo di insurrezione locale.

Come se non bastasse, il processo che ha spinto la Catalogna al Referendum è stato a senso unico, senza alcun possibile contraddittorio e il voto non prevede nemmeno un quorum.

Da qui l’inizio della dura repressione imposta dal governo retto da Mariano Rajoy che ha portato a decine di arresti per mano della Guardia Civil tra cui 14 alti funzionari della Generalitat catalana, blitz nelle sedi dell’amministrazione catalana, il sequestro del materiale della campagna referendaria e la chiusura dello spazio aereo sulla città di Barcellona.

Ma nel giorno del voto sono scoppiate anche violente rappresaglie tra civili e forze dell’ordine che hanno ulteriormente esacerbato gli animi. Una mossa severa che il Premier spagnolo rischia di pagare politicamente non solo in patria ma anche agli occhi dell’intera comunità europea.

In queste condizioni, anche in caso di ipotetica legittimità del Referendum, che validità potrebbe mai avere? Tra seggi sbarrati dai Mossos d’Esquadra (la polizia catalana), urne requisite e accessi impediti agli elettori non esistono nemmeno le condizioni minime per garantire una votazione regolare.

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26 anni, appassionato di giornalismo, tecnologia, social network e comunicazione.

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