Perché la vittoria di Mark Rutte in Olanda è un buon segno per l’Europa unita

La riconferma del Premier olandese Mark Rutte alle elezioni legislative del 15 marzo inaugura una nuova stagione di speranza per Europa unita.

Il 2016, l’annus horribilis della politica che aveva portato in dote la drammatica fuoriuscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea in virtù del risultato referendario sulla Brexit, l’affermazione di Donald Trump come Presidente USA e la crescita esponenziale dei movimenti nazionalisti, sembra al momento essere esorcizzato da un 2017 che promette battaglia al populismo.

Con oltre il 95% delle schede scrutinate, il VVD di Rutte ha praticamente trionfato sui pericolosi avversari del PVV, capitanati dal leader islamofobo, xenofobo e euroscettico Geert Wilders, ottenendo 33 seggi con il 21,2% dei voti.

I principali antagonisti hanno invece raccolto 20 seggi grazie al 13% dei voti, un risultato che consente al partito populista di guadagnare terreno rispetto alle precedenti elezioni, ma che consegna altresì un dato ben inferiore alle aspettative di vittoria sbandierate con prepotenza da Wilders alla vigilia del voto.

Da registrare è inoltre il grande exploit dei Verdi del GroenLinks, capaci di conquistare ben 14 seggi in virtù del 9% delle preferenze. (nel 2012 si erano fermati al 2%). Forte delusione, invece, tra i laburisti del PVDA che perdono ben 20 seggi rispetto alla precedente tornata elettorale. Risultato disastroso.

Novità assoluta – e in forte controtendenza con le politiche estremiste di questi ultimi mesi – è invece l’affermazione del Denk, il partito antirazzista e delle pari opportunità fondato da due ex parlamentari sociodemocratici di origine turca. Appena nata, la formazione ha conquistato 3 seggi grazie al 2,1% dei voti.

In tarda notte, il vincente Mark Rutte ha ringraziato i suoi sostenitori per la riconferma della fiducia: «L’Olanda ha detto no al populismo. Grazie per questa vittoria che avete dato all’Olanda, ma anche all’Europa. Adesso siamo impegnati per mantenere il paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere».

Adesso la partita si sposta interamente in Francia e Germania, dove sono in programma elezioni altrettanto cruciali per il benessere dell’Europa Unita. Tra poche settimane sarà la volta del paese transalpino (dove il confronto tra Macron e Le Pen è sempre più serrato), mentre a settembre l’ex Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz proverà a soffiare la Cancelleria alla pluriconfermata Angela Merkel.

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26 anni, appassionato di giornalismo, tecnologia, social network e comunicazione.

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