Le ingiuste critiche ai loghi di Italia Viva e Azione

La nascita dei partiti di Italia Viva e Azione è indubbiamente la novità più importante sotto il profilo politico delle ultime settimane. Entrambe le espressioni arrivano dall’esperienza politica vissuta all’interno del Partito Democratico dei rispettivi fondatori, Matteo Renzi e Carlo Calenda, che hanno deciso di abbandonare la “casa madre” per proporre delle nuove alternative in un polo leggermente differente.

Com’è noto, ogni partito politico viene rappresentato da un simbolo iconico e, proprio di recente, sia Italia Viva che Azione hanno presentato i propri loghi ufficiali. Non sono state poche, tuttavia, le critiche espresse sulla base della scelta. Osserviamo insieme le maggiori obiezioni rivolte nei confronti dei simboli dei due partiti spiegando perché, essere, risultano essere talvolta eccessive.

Italia Viva, la novità del colore

La scelta del logo di Italia Viva è stata compiuta attraverso un sondaggio online lanciato a ottobre 2019 dal partito. I votanti potevano indicare uno dei tre simboli proposti e, indubbiamente, quello selezionato dagli utenti sembra essere quello più accattivante e rappresentativo.

Sembra una marca di assorbenti“, “Hanno usato il colore di Instagram” sono però alcune delle critiche mosse da chi, evidentemente, non sembra nemmeno aver dato un’occhiata alla “storia” del logo. Una spiegazione è stata fornita nei giorni scorsi dalla stessa società ideatrice del progetto (qui potete leggere un interessante articolo su AdnKronos che riprende il post dei progettisti). Tuttavia, in barba alle critiche, proprio il colore sembra essere il modello vincente per il nuovo soggetto.

Italia Viva utilizza per parte del suo logo un gradiente fino a oggi non impiegato da altri partiti italiani, staccandosi così da possibili accostamenti ideologici. Non un solo colore, dunque, ma una sfumatura indefinita che parte dal giallo e si tramuta in viola. Appare evidente, proprio in virtù di questa mescolanza cromatica, come lo stesso partito di Renzi voglia suggerire un’apertura a più elettorati, decidendo di voler dialogare allo stesso tempo con l’elettore di sinistra così come con quello moderato di centrodestra.

Dinamismo e partecipazione

Non meno critiche sono state riservate al marchio del partito promosso da Carlo Calenda. Anche in questo caso in molti hanno fatto notare una presunta somiglianza con altri modelli. È il caso della “A” e della sua freccia centrale che ricorderebbe, secondo molti, il logo degli Avengers, i vendicatori della fortunata saga di Cinecomic della Marvel. Tuttavia, non sembra essere proprio questa l’intenzione degli ideatori.

La discussa freccia riflette in realtà il nome del partito, ovvero un invito alla “partecipazione” e alla “scossa”, termine utilizzato dallo stesso Calenda in occasione della presentazione ufficiale (leggi qui le dichiarazioni del leader politico). Indica dinamismo, movimento e immediatezza d’esecuzione.

E il colore? Facile notare come il blu rischiami fortemente quello utilizzato per il logo del precedente movimento di Noi Europei andando a rimarcare, dunque, un sentimento progressista ed europeo. Dall’altro lato, però, questa scelta cromatica ricorda il colore adottato dai partiti di centro-destra. Come dimenticare, infatti, gli “azzurri” di Forza Italia guidati da Berlusconi, seguiti dal Popolo della Libertà e dall’Unione di Centro? Il più, più intenso, è stato scelto anche da NCD, Alleanza Nazionale e, recentemente, dalla Lega in occasione delle elezioni 2018.

Azione è dunque un partito di destra? No, Calenda non sconfessa le proprie origini e ha già rimarcato anche sui social come l’obiettivo principale sia quello di contrastare proprio quelle forze politiche tendenti al populismo e al sovranismo, manifesto dell’attuale destra italiana. Il nuovo soggetto politico intende rivolgersi ai moderati, sia di centrosinistra che di centrodestra.

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